Le_Detrazioni_Fiscali_In_Edilizia

Lo Studio Tecnico Geometra Alessandro Fortugno effettua Comunicazioni all'ENEA per Detrazioni Fiscali riguardanti l'Efficientamento Energetico degli Edifici derivante da Ristrutturazioni Edilizie e non solo.

La Comunicazione ENEA per Detrazioni Fiscali è infatti obbligatoria per Interventi di Ristrutturazione Edilizia che comportino opere finalizzate al Risparmio Energetico e/o utilizzo di Fonti Rinnovabili, e deve essere effettuata entro 90 giorni dalla Dichiarazione di Fine Lavori.

Sono tuttavia presenti anche altre possibilità per usufruire delle Agevolazioni Fiscali nell'ambito Edilizio. Per ognuna l'Agenzia delle Entrate rilascia guide aggiornate periodicamente in base alla Politica Economica del Governo.

Di seguito proviamo, senza la pretesa di essere esaustivi, data la complessità dell'argomento, a riassumere le principali Agevolazioni presenti al momento:

- Detrazioni Fiscali per Ristrutturazioni Edilizie (comportanti Interventi di Risparmio Energetico e/o utilizzo di Fonti Rinnovabili) - rif. Art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 e s.m.i. - Per spese sostenute dal 26/06/2012 al 31/12/2019 sono possibili detrazioni del 50% su una spesa massima di 96.000 Euro per U.I. - Dal 01/01/2020, salvo proroghe, si tornerà alla misura ordinaria del 36% su una spesa massima di 48.000 Euro per U.I. - Comunicazione ENEA Obbligatoria;

- Detrazioni Fiscali per i soli Interventi di Risparmio Energetico (dette Ecobonus) - rif. Art. 1, commi da 344 a 347 della Legge 296/2006 e s.m.i. - Per spese sostenute entro il 31/12/2019 sono possibili detrazioni dal 50% al 65% - Possibilità di applicare l'I.V.A. al 10% - Comunicazione ENEA Obbligatoria;

- Bonus Mobili e Grandi Elettrodomestici (applicabile solo nell'ambito di Ristrutturazioni Edilizie iniziate a partire dal 01/01/2018) - rif. Art. 16, comma 2 del D.L. 63/2013 e s.m.i. - Detraibile il 50% delle spese sostenute anche nel 2019 fino a 10.000 Euro - Comunicazione ENEA Obbligatoria;

- Bonus Eliminazione Barriere Architettoniche (applicabile solo nell'ambito di Ristrutturazioni Edilizie) - rif. Art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 e s.m.i. - Detraibile il 36% su una spesa massima di 48.000 Euro per U.I. dal 01/01/2018 - Detraibili il 50% delle spese sostenute fino a 96.000 Euro per U.I. dal 26/12/2012 al 31/12/2017 - Possibilità di applicare l'I.V.A. AL 4% - Nessuna Comunicazione ENEA;

- Bonus Verde (per sistemazione a verde di aree scoperte, realizzazione coperture a verde, realizzazione giardini pensili, ecc.) - Detraibili il 36% delle spese fino a 5.000 Euro per U.I. sostenute nel 2019 - Nessuna Comunicazione ENEA;

- Sisma Bonus (per adozione di misure antisismiche sugli edifici in Zona Sismica 1, 2 e 3) - rif. Art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 e s.m.i. - Possibili detrazioni dal 50% all'85% delle spese sostenute fino a 96.000 Euro sostenute ogni anno per ogni U.I., nel periodo che va dal 01/01/2017 al 31/12/2021 - Detrazione tanto più elevata quanto più viene ridotto il rischio sismico - Comunicazione ENEA Obbligatoria;

Si ribadisce che le categorie appena elencate devono ovviamente ritenersi solo a scopo illustrativo, senza la pretesa di essere complete nè risolutive. La materia delle detrazioni fiscali è infatti complessa e mutevole e comprende anche diverse agevolazioni per l'Acquisto della Prima Casa, quindi ogni caso va esaminato nel dettaglio da tecnici esperti, prima di cominciare qualsiasi procedimento.

Per precise ed aggiornate indicazioni su tutto ciò che riguarda le Detrazioni Fiscali è inoltre sempre buona regola riferirsi alle trattazioni più aggiornate in merito, pubblicate periodicamente dall'Agenzia delle Entrate.

 

 

 

       

La_Truffa_Delle_Certificazioni_Energetiche_A_50_Euro

Da molto tempo ormai, soprattutto (ma non solo) in materia di Certificazioni Energetiche, il Web è strapieno di Aziende e Studi Professionali che offrono in tutta Italia questo determinato servizio ai prezzi irrisori di 35, 40 o 50 € tutto incluso.

Nella maggioranza dei casi si tratta di truffe, che possono esporre sia il Professionista che redige l'Attestato di Prestazione Energetica (APE), sia soprattutto il Cliente, a problemi di natura legale ed al pagamento di sanzioni amministrative.

Con questo articolo andremo a capire perchè.

In primo luogo, è necessaria una considerazione importante. Come sappiamo tutti benissimo, nell'Internet si può trovare letteralmente qualsiasi cosa. Ormai infatti le piattaforme virtuali non sono più solo ed esclusivamente luoghi dove cercare informazioni, ma sono diventate una sorta di "Mercato 2.0" dove possiamo acquistare oggetti e spesso anche servizi, superando così il classico percorso che ci portava ad uscire di casa, andare in Negozio (o nello Studio del Professionista) e toccare con mano la merce per saggiarne la qualità prima di acquistarla (nel caso del Professionista, ad esempio per valutarne la serietà, la correttezza e la preparazione, per discutere delle proprie esigenze e per confrontarsi "faccia a faccia" sui diversi aspetti di un problema).

Oggi il "Mercato 2.0" ci impone rapidità e lascia a noi tutte le responsabilità di scelta e di giudizio: compriamo prodotti che abbiamo visto solo per qualche secondo in fotografia e li valutiamo così: costa poco? è più o meno quello che voglio? Sembra di sì. Allora lo compro.

Lo stesso discorso vale per il servizio offerto da un Professionista: non ci poniamo mai il problema della Qualità e soprattutto della Serietà e Professionalità di chi ce lo offre.

Se il prezzo è basso e il servizio è più o meno quello che ci aspettiamo, allora d'accordo, l'affare è fatto.

Ed è così che nascono quelle truffe che fanno leva proprio sulla nostra ingenuità, sulla nostra scarsa attenzione ai dettagli.

Questo è il caso di chi ci propone ad esempio, Certificazioni Energetiche a prezzi stracciatissimi.

Poniamo ad esempio che io viva in Liguria. Ho bisogno di una Certificazione Energetica per il mio immobile. Trovo su Internet una Società o uno Studio Tecnico che fa Certificazioni a 50 € l'una su tutto il Territorio Nazionale, anche se magari ha la sua Sede per esempio a Bari, completamente agli antipodi del luogo in cui io risiedo. Lì sul momento sembra tutto molto allettante, è vero. Finalmente qualcuno che senza tante storie viene incontro al Consumatore! Le condizioni sono ottime. Spendo pochissimo, ho quello che voglio, e il Professionista non viene nemmeno in casa mia a fare il temuto Sopralluogo, perchè gli mando tutti i documenti io stesso via mail.

Risolvo tutto in modo molto rapido, solo con un breve scambio di mail su Internet. Non vedo nemmeno in faccia chi mi offre o chi mi eroga il servizio.

Ma è proprio qui che per l'Utente si manifesta la truffa.

Il Certificato prodotto in questo modo è infatti un falso a tutti gli effetti.

Un Certificato APE senza Sopralluogo da parte del Tecnico Redattore è privo di qualsiasi validità. Questo perchè il Certificatore è obbligato, in base al  D.M. 26 Giugno 2015 - “Linee Guida Nazionali per l’Attestazione della Prestazione Energetica degli Edifici”, ad effettuare almeno un Sopralluogo presso l'immobile oggetto di Certificazione "al fine di reperire e verificare i dati necessari alla sua predisposizione".

E il rischio come si diceva, è doppio, esistendo sia per il Professionista che redige l'APE truffaldino, sia (ciò che è più importante) per il Cliente.

Il Professionista infatti rischia, ai sensi del Comma 3, Art.12 del D.L. 63/2013, una sanzione amministrativa compresa tra i 700 ed i 4200 €.

Il Cliente invece, allegando un falso APE agli Atti di Compravendita, da parte sua rischia di avere problemi nel trasferimento degli Immobili, potendo incorrere egli stesso nel reato di truffa, come illustrato anche dalla sentenza della Corte di Cassazione n°16644 del 2017.

Se ci troviamo nella condizione di dover richiedere un'APE quindi, è sempre meglio rivolgersi a quel Professionista che possiamo vedere in faccia, con cui possiamo dialogare: un Professionista che venga da noi a fare il Sopralluogo dell'Immobile da Certificare e che svolga tutte le funzioni previste dalla Legge.

Certamente pagheremo qualcosa in più, ma avremo la sicurezza di non aver speso per una Certificazione falsa e soprattutto quella di esserci risparmiati eventuali problemi legali.

 

 

 

       

Come_Si_Calcola_La_Superficie_Catastale

Capita spesso quando si lavora in ambito Catastale, di doversi confrontare con il calcolo o la verifica della Superficie Catastale di un immobile.

Per quanto ad oggi l'attribuzione delle Rendite Catastali si basi molto più sul calcolo dei Vani che non delle Superfici, la Superficie Catastale rimane comunque un dato significativo, che andrà a comparire anche nelle Visure Catastali come parte integrante dei Dati di un Immobile.

Nella maggioranza dei casi, il calcolo di questo particolare tipo di superficie viene effettuato in automatico da programmi ministeriali come il DOCFA, sulla scorta dei dati metrici forniti dal Professionista e relativi ai diversi ambienti in cui è ripartito l'immobile (Vani Principali, Locali Accessori Diretti, Locali Accessori Indiretti, Dipendenze Esclusive e Pertinenze Scoperte Esclusive).

Poniamo però il caso in cui si voglia, a titolo di esempio, semplicemente verificare la correttezza del calcolo automatico effettuato dal computer.

La prima cosa da chiarire è: cos'è la Superficie Catastale? Essa infatti viene arrotondata al metro quadrato e si differenzia da altri tipi di stime metriche come ad esempio la Superficie Utile Netta e la Superficie Commerciale. Le sue modalità di calcolo sono ben definite dal D.P.R. 138 del 23 Marzo 1998, dove vengono elencate anche, all'interno dell'Allegato B, le nuove e diverse Categorie di Classificazione degli immobili (Gruppi R, P, T, V e Z), destinate queste a sostituire quelle del "vecchio" regolamento datato 1949 (Categorie A, B, C, D, E, F), anche se al momento il sistema classificativo di riferimento rimane ancora quello più "datato". Per calcolare la Superficie Catastale, come vedremo, sarà comunque necessario verificare in quale dei nuovi Gruppi (generalmente R, P o T per le Destinazioni Ordinarie) andrà a ricadere il nostro immobile.

Una volta identificato il Gruppo di appartenenza, andremo quindi a calcolare la Superficie Catastale dell'immobile in base alle "regole" relative, elencate nell'Allegato C, sempre del D.P.R. 138/1998. Proprio in questo Allegato sono elencate infatti le modalità per un corretto calcolo della Superficie Catastale, qui di seguito riportate:

NORME TECNICHE PER LA DETERMINAZIONE DELLA SUPERFICIE CATASTALE DELLE UNITA' IMMOBILIARI A DESTINAZIONE ORDINARIA (GRUPPI R, P, T).

Criteri Generali

1. Nella determinazione della superficie catastale delle unità immobiliari a destinazione ordinaria, i muri interni e quelli perimetrali esterni vengono computati per intero fino ad uno spessore massimo di 50 cm, mentre i muri in comunione nella misura del 50 per cento fino ad uno spessore massimo di 25 cm.

2. La superficie dei locali principali e degli accessori, ovvero loro porzioni, aventi altezza utile inferiore a 1,50 m, non entra nel computo della superficie catastale.

3. La superficie degli elementi di collegamento verticale, quali scale, rampe, ascensori e simili, interni alle unità immobiliari sono computati in misura pari alla loro proiezione orizzontale, indipendentemente dal numero di piani collegati.

4. La superficie catastale, determinata secondo i criteri esposti di seguito, viene arrotondata al metro quadrato.

Criteri per i gruppi "R" e "P"

1. Per le unità immobiliari appartenenti alle categorie dei gruppi R e P, la superficie catastale è data dalla somma:

a) della superficie dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi e simili;

b) della superficie dei vani accessori a servizio indiretto dei vani principali, quali soffitte, cantine e simili, computata nella misura:

     - del 50 per cento, qualora comunicanti con i vani di cui alla precedente lettera a);

     - del 25 per cento qualora non comunicanti;

c) della superficie dei balconi, terrazze e simili, di pertinenza esclusiva nella singola unità immobiliare, computata nella misura:

     - del 30 per cento, fino a metri quadrati 25, e del 10 per cento per la quota eccedente, qualora dette pertinenze siano comunicanti con i vani di cui alla precedente lettera a);

     - del 15 per cento, fino a metri quadrati 25, e del 5 per cento per la quota eccedente qualora non comunicanti.

Per le unità immobiliari appartenenti alle categorie del gruppo P, la superficie di queste pertinenze è computata nella misura del 10 per cento;

d) della superficie dell'area scoperta o a questa assimilabile, che costituisce pertinenza esclusiva della singola unità immobiliare, computata nella misura del 10 per cento, fino alla superficie definita nella lettera a), e del 2 per cento per superfici eccedenti detto limite. Per parchi, giardini, corti e simili, che costituiscono pertinenze di unità immobiliari di categoria R/2, la relativa superficie è da computare, con il criterio sopra indicato, solo per la quota eccedente il quintuplo della superficie catastale di cui alla lettera a). Per le unità immobiliari appartenenti alle categorie del gruppo P dette pertinenze non sono computate.

2. La superficie dei vani accessori a servizio diretto delle unità immobiliari di categoria R/4 è computata nella misura del 50 per cento.

3. Le superfici delle pertinenze e dei vani accessori a servizio indiretto di quelli principali, definite con le modalità dei precedenti commi, entrano nel computo della superficie catastale fino ad un massimo pari alla metà della superficie dei vani di cui alla lettera a) del comma 1.

Criteri per il gruppo "T"

1. Per le unità immobiliari appartenenti alle categorie del gruppo T, la superficie catastale è data dalla somma:

a) della superficie dei locali aventi funzione principale nella specifica categoria e dei locali accessori a servizio diretto di quelli principali;

b) della superficie dei locali accessori a servizio indiretto dei locali principali computata nella misura:

- del 50 per cento, se comunicanti con i locali di cui alla precedente lettera a);

- del 25 per cento se non comunicanti;

c) della superficie dei balconi, terrazze e simili computata nella misura del 10 per cento;

d) della superficie dell'area scoperta o a questa assimilabile, che costituisce pertinenza esclusiva della singola unità immobiliare computata nella misura del 10 per cento, ovvero, per le unità immobiliari di categoria T/1, nella misura del 20 per cento.

2. Per le unità immobiliari appartenenti alla categoria T/1, la superficie dei locali accessori a servizio diretto di quelli principali di cui alla lettera a) del precedente comma 1, è computata nella misura del 50 per cento.


IL DOCFA NON STAMPA E NON ESPORTA: UNA SOLUZIONE

E' un dato di fatto. Chiunque abbia mai operato con il DOCFA, l'applicativo "Documentazione Catasto Fabbricati" messo a disposizione gratuitamente dall'Agenzia delle Entrate insieme alla sua "branca tecnica" Sogei, avrà sicuramente prima o poi avuto a che fare con qualche tipo di problema che ne ha inibito magari temporaneamente la funzionalità ma che sicuramente ha ostacolato la buona riuscita di un lavoro.

Uno dei problemi più classici ed irritanti è il famoso (tra gli "Addetti ai Lavori") Errore 163. Classico perchè è spesso associato alle ultime versioni di Windows, ed irritante perchè è il problema che si presenta proprio alla fine del procedimento, quando la nostra pratica è ormai pronta e deve solo essere stampata, o meglio esportata in formato PDF.

Proprio quando si clicca per avviare la stampa in PDF della documentazione DOCFA, esce infatti un messaggio di errore di questo genere:

file'C:\Docfa4 PNG\nzst00.\lbr\NZST00.int'

error code: 163, pc=27FD, call=1, seg=0

163 error message text not found

Si tratta appunto del classico Errore 163. Il DOCFA a questo punto non esporterà alcun tipo di documento, anzi si chiuderà improvvisamente lasciandovi con espressione interdetta a contemplare lo schermo.

Se anche a Voi è capitato o capita di incorrere in un simile contrattempo, potete provare a risolvere la situazione come l'ho risolta io. Ecco di seguito come mi sono comportato, premettendo che il mio PC è dotato di un Sistema Operativo con Windows 10 a 64 bit.

Inizialmente avevo chiamato l'Assistenza Tecnica, e dopo aver esposto il mio problema, mi era stato suggerito di scaricare ed installare dal sito ufficiale Microsoft l'applicativo Visual C++ 2010, che secondo loro avrebbe risolto la situazione.

Niente di più sbagliato, almeno nel mio caso. Avevo installato Visual C++ 2010 ma il mio problema con DOCFA persisteva. Errore 163 e chiusura del programma.

Mi ero poi accorto, peregrinando in lungo e in largo per Internet, che il problema era in realtà provocato da Java, la famosa piattaforma software su cui è basato il DOCFA insieme anche a diversi altri programmi rilasciati da Sogei.

Da quanto ero riuscito a capire, sembra che le versioni troppo "moderne" di Java non vadano bene al nostro DOCFA. Avrei dovuto quindi scaricarne una un po'più datata, cioè la versione jre-1_5_0_16-windows-i586-p.exe scaricabile da sito dell'Agenzia delle Entrate, precisamente a questo indirizzo: https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/javavm/jvm150_16

All'epoca dei fatti però (un paio di mesi prima della pubblicazione di questo articolo), cliccando sui link di download presenti nella pagina di cui sopra compariva sempre un messaggio di errore: il file che volevo scaricare non era presente.

In questo momento invece pare che lo abbiano rimesso al suo posto e che si possa scaricare tranquillamente.

Avevo ricominciato così a girovagare per Internet cercando questo famoso applicativo Java, fino a quando non lo avevo scaricato poi dal sito di Java stesso, proprietà della Oracle, trovandolo tra le decine di versioni pubblicate.

Una volta installata la piattaforma Java adatta, essa può poi "convivere" sul PC anche con le versioni più recenti. Bisogna solo ricordarsi, quando si effettuano gli aggiornamenti di Java, di non cancellare le versioni precedenti.

L'installazione di quella particolare versione di Java aveva fatto funzionare il DOCFA, che finalmente mi aveva stampato il PDF desiderato, permettendomi di concludere il mio incarico professionale.

A chi servisse e si trovasse nella mia stessa situazione, lascio di seguito un link diretto al portale Java Archive Downloads per il download dell'applicativo

Il portale Java Archive Downloads è diviso in categorie, e la versione Java che ci interessa, la jre-1_5_0_16-windows-i586-p.exe va cercata nella categoria Java SE Runtime Environment 5.0u16, alla prima voce Windows Offline Installation.

Prima di scaricare l'applicativo è obbligatorio accettare l'Accordo sull'Utilizzo della Licenza (è necessario spuntare quindi la voce "Accept License Agreenment").

Link > Java Archive Downloads

DAL 1 GENNAIO 2019 OBBLIGO DI SUCCESSIONE ONLINE

Dal 1 Gennaio 2019 la tradizionale Dichiarazione di Successione in forma cartacea va definitivamente in pensione, restando utilizzabile solo in pochi casi particolari quali:

  • Successioni aperte prima del 3 Ottobre 2006;
  • Dichiarazioni Integrative, Sostitutive o Modificative alle Prime Dichiarazioni già effettuate in formato cartaceo.

Per tutto il resto diviene obbligatorio utilizzare la nuova Dichiarazione di Successione Telematica, da compilarsi attraverso il software "Dichiarazione di Successione" sviluppato appositamente dall'Agenzia delle Entrate.
Tra le novità principali inserite nella procedura:

  • il calcolo automatico del Prospetto per le Imposte in Autoliquidazione;
  • la Domanda di Voltura integrata.

Per i Professionisti che agiscono in qualità di Intermediari per la propria Clientela, al fine della trasmissione di Dichiarazioni di Successione o della registrazione di Contratti di Locazione o Affitto diventa quindi necessaria l'adesione alla Piattaforma Servizi Telematici "Entratel" dell'Agenzia delle Entrate, che offre gli strumenti online necessari ad assolvere tali adempimenti.

Lo Studio Tecnico Geom. Alessandro Fortugno è ovviamente già in possesso di tutti i software e le credenziali utili a trattare in modo corretto i nuovi tipi di procedure.

Pagina 1 di 2

Info & Recapiti

Studio Tecnico Geom. Alessandro Fortugno
 
Via Colonnello Enrico Franceschi, 73
16043 - Chiavari (GE)
Telefono: 340 127 7234
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
P.IVA: 02300750995

Condividi Con I Tuoi Amici

© 2019 Studio Tecnico Geom. Alessandro Fortugno. Tutti i Diritti Riservati.

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner acconsenti al loro impiego.